Parco archeologico di Trebula

Antico villaggio situato su un'altura lungo la media valle del fiume Sangro.

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Descrizione

Area archeologica

Da Ouadri lungo un antico itinerario percorso fino agli anni '50 del secolo scorso in occasione della processione nel giorno del Corpus Domini, si giunge a Trebula, antico vicus (villaggio) situato su un'altura lungo la media valle del fiume Sangro, dalla strategica collocazione geografica, nel territorio abitato anticamente dal popolo italico dei Samnites Carricini. Il sito dalla storia plurimillenaria, si caratterizza infatti per i resti di un imponente tempio italico, sul cui podio si era insediata la chiesa medievale del monastero di Santa Maria dello Spineto, nota anche con il nome di S. Fina, denominazione derivata probabilmente dalla corruzione del nome Ofiniae che compare su un'iscrizione funeraria rinvenuta nei pressi della chiesa.

Il santuario italico di Trebula, datato al III-II sec. a.C., e probabilmente dedicato a Iuppiter Trebulanus, da un'iscrizione di età adrianea ora dispersa, è caratterizzato da uno scenografico impianto architettonico: un monumentale recinto in opera poligonale, il tempio, di cui si conservano il podio e pochi resti della cella, ed una monumentale terrazza, antistante al tempio, pavimentata a lastre di forma poligonale che ospitava un grande altare, in asse con l'ingresso dell'edificio di culto. Della città in sé non sono state sinora trovate tracce perché le indagini di scavo hanno privilegiato le aree adiacenti al tempio, ma si é riportato alla luce un anfiteatro, posto proprio a ridosso dell'area sacra ed alcune iscrizioni funerarie collegabili evidentemente ad una necropoli di età romana.

La chiesa di S. Maria dello Spineto, nota alle fonti d'archivio a partire dal XII secolo, è sorta sul podio del tempio, del quale conserva l'orientamento (Nord­ Sud), risultato di tre diversi interventi edilizi databili tra l'XI e il XIV secolo.
La chiesa si sviluppa in tre navate inquadrate da pilastri quadrangolari con torre campanaria addossata ad Est. Resti del monastero annesso, noto dalle fonti, sono stati portati in luce sulla pavimentazione lastricata del tempio italico, così come la fornace per la realizzazione della campana .

L'importanza del sito nel corso dei secoli, seppur situato in posizione periferica, è da ricondurre alla sua posizione strategica lungo percorsi transumanti, sia principali sia secondari, vere e proprie vie di comunicazione che collegavano dapprima i santuari italici e successivamente gli insediamenti monastici, luoghi che hanno rappresentato in differenti epoche dei centri catalizzatori per gli insediamenti rurali collocati su tracciati rimasti per secoli pressoché immutati. Sembra suggestiva l'ipotesi già avanzata da Sandra Lapenna circa la persistenza di "un percorso che salendo dalla viabilità lungo il fiume Sangro raggiungeva il santuario italico, per poi ridiscendere di nuovo a valle. L'importanza di questo percorso va ricercata nel fatto che verso di esso, a Sud, prospettano sia il tempio che l'anfiteatro".

Modalità di accesso

L’accesso al Parco archeologico di Trebula è libero e gratuito. Il sito si trova in zona collinare e presenta percorsi in parte sterrati e irregolari, non sempre adatti a persone con mobilità ridotta. Non sono presenti percorsi completamente privi di barriere né servizi igienici accessibili.

Indirizzo

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